Il condizionatore non scalda? Le cause più comuni e cosa fare
Redazione Elettronica Service Milano3 min di lettura

D’inverno molte case e uffici di Milano si scaldano con il climatizzatore a pompa di calore. Quando smette di scaldare, o soffia aria tiepida, il problema diventa urgente. Spesso però la causa è semplice. Ecco cosa controllare, in ordine, prima di chiamare un tecnico.
1. La modalità e il telecomando
Sembra banale, ma è la causa più frequente. Controlla che sul telecomando sia selezionata la modalità riscaldamento (di solito il simbolo del sole) e non raffrescamento, deumidificazione o solo ventilazione. In modalità automatica il climatizzatore decide da solo e può non scaldare se la stanza è già vicina alla temperatura impostata.
Verifica anche le pile del telecomando e la temperatura impostata: deve essere più alta di quella della stanza, per esempio 21-22 °C.
2. Il climatizzatore aspetta prima di soffiare
In riscaldamento, quando lo accendi, la ventola interna può restare ferma per qualche minuto. È voluto: la macchina aspetta che lo scambiatore sia caldo per non soffiarti addosso aria fredda. Se dopo 5-10 minuti l’aria è ancora fredda, passa ai controlli successivi.
3. Lo sbrinamento
Con il freddo e l’umidità sull’unità esterna si forma brina. Ogni tanto il climatizzatore fa un ciclo di sbrinamento: smette di scaldare per qualche minuto, la ventola interna si ferma e dall’unità esterna può uscire vapore. Poi riparte da solo. Non è un guasto.
Diventa un problema se l’unità esterna resta coperta da un blocco di ghiaccio compatto, o se gli sbrinamenti sono continui e la casa non si scalda mai.
4. I filtri sporchi
Filtri intasati dalla polvere fanno passare poca aria: il climatizzatore scalda male, consuma di più e in alcuni modelli va in protezione. Su quasi tutti gli split i filtri si sfilano aprendo il pannello frontale. Lavali con acqua tiepida, lasciali asciugare e rimontali.

5. L’unità esterna ostruita
L’unità esterna deve poter prendere aria. Foglie, neve, teli di protezione dimenticati o vasi troppo vicini riducono la resa. Liberala, senza aprirla e senza usare oggetti appuntiti sulle alette.
Quando il problema è un guasto
Se hai fatto tutti questi controlli e il climatizzatore ancora non scalda, le cause più probabili sono queste:
- Gas refrigerante scarso: il gas non si consuma, quindi se manca c’è una perdita. Il climatizzatore rende sempre meno, finché non va in errore. La perdita va trovata e riparata prima di ricaricare.
- Valvola di inversione del ciclo: è il componente che permette alla pompa di calore di passare dal freddo al caldo. Se si blocca, il climatizzatore raffresca anche quando gli chiedi di scaldare.
- Sensori di temperatura: un sensore guasto fa leggere alla macchina valori sbagliati, e così si ferma o non parte.
- Ventilatore o scheda elettronica: spesso il display mostra un codice di errore o una spia lampeggiante. Annotalo, perché aiuta il tecnico a portare il ricambio giusto.
In tutti questi casi non insistere con spegnimenti e riavvii: rischi di affaticare il compressore, che è la parte più costosa della macchina.
Cosa fa il tecnico
Un tecnico certificato F-GAS controlla le pressioni del gas, gli assorbimenti elettrici, le temperature dell’aria e i componenti della macchina esterna. Così capisce se si tratta di una perdita, di un sensore o di un componente da sostituire, e ti spiega cosa serve prima di intervenire.

Se il tuo impianto scalda la casa con split, fan coil o pavimento, trovi i dettagli nella pagina assistenza pompe di calore. Per i climatizzatori che hanno guasti anche in estate c’è la pagina assistenza e riparazione condizionatore.
Come evitare il problema il prossimo inverno
Il modo più semplice è un controllo prima della stagione fredda: pulizia dell’unità esterna e dei filtri, verifica di gas e assorbimenti. Bastano poco tempo e un tecnico, e scopri i problemi quando fa ancora caldo invece che nella settimana più fredda dell’anno. Per l’estate vale lo stesso discorso, come spieghiamo nella guida alla manutenzione del condizionatore prima dell’estate.


