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Manutenzione della pompa di calore: cosa si controlla e ogni quanto

Redazione Elettronica Service Milano5 min di lettura

Tecnico in divisa magenta controlla l'unità esterna di una pompa di calore sul balcone di un condominio

La pompa di calore lavora per tutto l’inverno, spesso per molte ore al giorno, e quasi sempre sta all’aperto. Se nessuno la controlla, perde resa piano piano e si ferma nel momento peggiore. Qui trovi cosa controlla il tecnico durante la manutenzione, ogni quanto conviene farla e cosa puoi fare da solo senza rischi.

Ogni quanto fare la manutenzione

Per una pompa di calore di casa il riferimento è un controllo all’anno. Il momento migliore è l’autunno, prima che la macchina inizi a lavorare a pieno ritmo: se c’è un problema lo scopri con le giornate ancora miti, non nella settimana più fredda.

La frequenza precisa la indica il costruttore nel libretto di uso e manutenzione del tuo modello, e conviene seguirla anche perché spesso è una condizione della garanzia. Servono controlli più frequenti se:

  • la pompa di calore fa anche l’acqua calda sanitaria, quindi lavora tutto l’anno;
  • l’unità esterna sta in un punto con molta polvere, foglie o smog, per esempio vicino a una strada trafficata o sotto un albero;
  • l’impianto scalda un negozio o un ufficio aperto molte ore al giorno.

Gli impianti più grandi hanno anche obblighi di legge: controlli delle perdite di gas previsti dalla normativa F-GAS e, per alcune potenze, il controllo di efficienza energetica da registrare nel libretto d’impianto, il documento che accompagna ogni impianto di riscaldamento e raffrescamento. Le soglie dipendono dalla quantità di gas e dalla potenza della macchina: il tecnico controlla i dati di targa e ti dice cosa vale per il tuo caso.

Cosa controlla il tecnico, punto per punto

Una manutenzione fatta bene non è solo una pulizia. È una serie di misure che dicono come sta la macchina e se rende come dovrebbe.

1. Gas refrigerante e pressioni

Il tecnico collega i manometri al circuito e legge le pressioni del gas refrigerante, cioè del fluido che porta il calore dall’aria esterna alla casa. Il gas non si consuma: se le pressioni sono basse c’è una perdita, anche piccola. Va cercata e riparata prima di ricaricare, altrimenti dopo qualche mese si è di nuovo da capo. Su questo circuito per legge può lavorare solo un tecnico certificato F-GAS.

2. Assorbimenti elettrici

Con una pinza amperometrica, uno strumento che misura la corrente senza staccare i cavi, il tecnico controlla quanto assorbono compressore e ventilatori. Un valore più alto del normale è spesso il primo segnale di un componente che si sta affaticando, ben prima che compaia un codice di errore.

3. Temperature di mandata e ritorno

Si misura la temperatura dell’acqua o dell’aria che esce verso la casa (mandata) e di quella che torna alla macchina (ritorno). La differenza tra le due dice se la pompa di calore sta davvero cedendo calore all’impianto o se lavora a vuoto.

4. Pulizia dell’unità esterna

La batteria alettata, la griglia di sottili lamelle metalliche dove passa l’aria, si sporca di polvere, pollini e smog. Sporca, scambia meno calore e la macchina consuma di più per scaldare uguale. Il tecnico la pulisce con prodotti adatti, raddrizza le alette piegate, controlla il ventilatore e lo scarico della condensa, che d’inverno può gelare e bloccare l’acqua degli sbrinamenti.

Tecnico pulisce con un pennello le alette dell’unità esterna di una pompa di calore su un balcone

5. Filtri e componenti dell’impianto

Negli impianti ad acqua, come pavimento e radiatori, c’è un filtro defangatore che trattiene fanghi e residui: se è intasato l’acqua circola male. Si controllano anche la pressione dell’impianto, il vaso di espansione e le valvole di sfiato dell’aria.

6. Unità interne e fan coil

Split e fan coil (i ventilconvettori, cioè i mobiletti che soffiano l’aria calda o fresca nelle stanze) hanno filtri, ventole e una vaschetta della condensa da pulire. Con filtri intasati passa poca aria e la stanza fatica ad arrivare in temperatura. Se serve, l’unità interna si igienizza, come spieghiamo nella pagina manutenzione e sanificazione condizionatori.

Alla fine il tecnico verifica che la macchina passi correttamente dal caldo al freddo, controlla eventuali codici di errore registrati e annota l’intervento nel libretto d’impianto.

Cosa puoi fare da solo

Tra un controllo e l’altro ci sono alcune cose semplici che aiutano molto. Prima di toccare qualsiasi unità interna, togli la corrente dall’interruttore dedicato o dal quadro.

  • Lava i filtri degli split ogni poche settimane quando l’impianto lavora: si sfilano aprendo il pannello frontale, si sciacquano con acqua tiepida e si rimontano asciutti.
  • Tieni libera l’unità esterna: niente vasi, teli o scatoloni attaccati, e togli a mano foglie e neve davanti alla griglia. La macchina deve poter prendere e buttare fuori l’aria.
  • Guarda il manometro dell’impianto, se c’è (negli impianti ad acqua): annota la pressione indicata dall’installatore e, se la vedi scendere spesso, segnalalo al tecnico.
  • Fai caso ai cambiamenti: rumori nuovi, ghiaccio che resta per ore sull’unità esterna, bollette che salgono a parità di utilizzo. Annotali, aiutano la diagnosi.

Quello che non devi fare: aprire l’unità esterna, toccare i tubi del gas, usare l’idropulitrice sulle alette o raddrizzarle con oggetti appuntiti.

Quando non basta la manutenzione

A volte durante il controllo, o prima, emerge un guasto vero. I segnali più comuni sono questi:

  • la casa non arriva in temperatura anche con giornate non troppo fredde;
  • la pompa di calore va in blocco o mostra un codice di errore che si ripete;
  • l’unità esterna resta coperta da un blocco di ghiaccio compatto;
  • scatta il salvavita quando parte il compressore.

In questi casi non insistere con i riavvii, che affaticano il compressore. Annota il codice di errore, se c’è, e fai fare una diagnosi. Se il problema è proprio che non scalda, trovi i controlli da fare in ordine nell’articolo il condizionatore non scalda.

Prenota il controllo prima del freddo

Se hai una pompa di calore collegata a split, fan coil o pavimento, a Milano facciamo manutenzione e riparazione con tecnici certificati F-GAS: trovi tutti i dettagli nella pagina assistenza pompe di calore. Ti diciamo il costo prima di intervenire e, se troviamo qualcosa da sistemare, ti spieghiamo cosa serve e perché.

Domande frequenti

Se la pompa di calore funziona bene, serve comunque la manutenzione?

Sì. Molti problemi, come un piccolo calo di gas o un ventilatore che assorbe più del normale, non si notano finché la macchina va in blocco. Il controllo serve proprio a trovarli prima, quando l'impianto sembra ancora a posto.

Quanto dura un intervento di manutenzione?

Dipende dal tipo di impianto e da quante unità interne ci sono. Una pompa di calore con pochi split richiede meno tempo di un impianto con fan coil in ogni stanza o con accumulo per l'acqua calda. Il tecnico te lo dice quando fissate l'appuntamento.

Durante la manutenzione resto senza riscaldamento?

Per qualche ora la macchina va spenta, perché pulizie e misure si fanno con l'impianto fermo e poi di nuovo in funzione. Per questo conviene farla in autunno, prima che arrivi il freddo vero.

Il controllo di efficienza e la manutenzione sono la stessa cosa?

No. La manutenzione è la pulizia e la verifica della macchina. Il controllo di efficienza energetica è una prova separata, con rapporto da registrare nel libretto d'impianto, che è obbligatoria solo per alcuni impianti. Il tecnico ti dice se il tuo rientra.

Posso lavare l'unità esterna con l'idropulitrice?

Meglio di no. Il getto ad alta pressione piega le alette dello scambiatore e può spingere acqua nelle parti elettriche. Togli a mano foglie e sporco grosso e lascia la pulizia vera al tecnico.

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