Vai al contenuto
4,1(157)
Elettronica Service Milano
Chiama Assistenza in chat

Pompa di calore e pavimento radiante: temperature, tempi e regolazione

Redazione Elettronica Service Milano6 min di lettura

Uomo con il maglione e i calzini di lana legge sul divano grigio in un soggiorno con il pavimento in cemento chiaro e senza termosifoni

Hai una pompa di calore collegata al riscaldamento a pavimento e ti sembra che scaldi poco, che ci metta un’eternità ad andare a regime o che consumi troppo. Quasi sempre è il modo normale di lavorare di questo impianto, che va capito e regolato in modo diverso da una caldaia con i termosifoni. Qui trovi le temperature in gioco, come impostare la regolazione e i segnali che invece indicano un problema.

Perché pompa di calore e pavimento vanno d’accordo

La pompa di calore scalda l’acqua dell’impianto prendendo calore dall’aria esterna. Più è bassa la temperatura dell’acqua che deve produrre, meno fatica fa e meno corrente consuma.

Il pavimento radiante è il terminale che chiede l’acqua più bassa di tutti. I tubi corrono sotto tutta la superficie della stanza, quindi bastano pochi gradi in più del pavimento per scaldare l’ambiente. Mentre i termosifoni con la caldaia lavorano con acqua molto calda, il pavimento si accontenta di acqua tiepida, spesso tra i 30 e i 40 gradi nelle giornate più fredde e meno nelle mezze stagioni. La cifra giusta dipende da come è stato progettato l’impianto e da quanto è isolata la casa.

Per questo pompa di calore e pavimento sono una coppia che rende molto. Ma ha due conseguenze che sorprendono chi arriva dalla caldaia:

  • il pavimento si sente appena tiepido, non caldo: è normale e anzi è il segno che lavora bene;
  • l’impianto è lento: deve scaldare il massetto, cioè lo strato di cemento in cui sono annegati i tubi, e solo dopo il calore arriva all’aria.

Tempi lunghi: perché il pavimento ci mette ore

Il massetto pesa parecchio e accumula calore. Dopo un’accensione a inizio stagione, o dopo qualche giorno di impianto spento, possono servire molte ore, a volte più di un giorno, prima che la casa arrivi in temperatura. Anche un cambio di pochi gradi sul termostato si sente dopo ore, non dopo minuti.

Da questo nascono gli errori più comuni:

  • alzare il termostato al massimo per scaldare prima: la casa non si scalda più in fretta, ma la macchina produce acqua più calda e consuma di più. Quando poi il massetto è carico, le stanze vanno oltre la temperatura voluta;
  • spegnere di notte o quando esci: la mattina il pavimento è freddo e per recuperare la pompa di calore lavora a lungo con acqua più calda del necessario. Nella maggior parte dei casi conviene lasciarlo acceso con continuità, con un abbassamento notturno piccolo o nessuno. Nelle case molto isolate qualche ora di pausa può avere senso, ma va provato con calma;
  • giudicare l’impianto dopo un’ora: per capire se una modifica funziona servono almeno un giorno o due con la stessa impostazione.

L’inerzia ha anche un lato buono: una volta in temperatura, la casa resta calda in modo uniforme, senza zone fredde vicino alle finestre e aria calda solo in alto.

Tecnico in divisa rosso lampone regola una valvola del collettore del riscaldamento a pavimento, dentro la cassetta aperta in un corridoio bianco

La curva climatica: la regolazione che conta di più

Quasi tutte le pompe di calore collegate al pavimento lavorano con la curva climatica. Una sonda esterna legge la temperatura fuori e la centralina decide da sola quanto scaldare l’acqua: poco quando fuori è mite, di più quando fa freddo. La curva è la regola che lega le due temperature.

Se la curva è giusta, la casa resta alla stessa temperatura qualunque tempo faccia fuori e la macchina usa sempre l’acqua più bassa possibile. Se è sbagliata, succede questo:

  • curva troppo bassa: nelle mezze stagioni va tutto bene, ma con il primo freddo vero la casa non arriva in temperatura;
  • curva troppo alta: la casa si scalda, ma la macchina lavora con acqua più calda del necessario e consuma di più. Spesso le stanze diventano troppo calde e i termostati chiudono e aprono di continuo.

La curva si regola sulla centralina, con parametri e nomi diversi da marca a marca: segui il manuale del tuo modello. Se vuoi provare da solo, cambia un parametro alla volta, di poco, e aspetta un paio di giorni prima di giudicare. Annota sempre il valore di partenza, così puoi tornare indietro. Se l’impianto è nuovo o non sai cosa stai toccando, è un lavoro da fare con il tecnico che conosce l’impianto.

Un’ultima cosa: anche i termostati delle stanze contano. Tienili alla temperatura che vuoi davvero e lontani da sole diretto, forno o lampade, che falsano la lettura.

Controlli che puoi fare da solo

Prima di chiamare qualcuno, verifica:

  1. Modalità e programmi. Sulla centralina deve essere attivo il riscaldamento, non il raffrescamento o un programma vacanza. Controlla anche le fasce orarie: un programma rimasto dall’anno scorso può tenere l’impianto spento proprio quando sei in casa.
  2. Pressione dell’impianto. Sul manometro, il piccolo quadrante con la lancetta, la pressione deve stare nel campo indicato dall’installatore. Se scende spesso, c’è una perdita da cercare: non basta rabboccare.
  3. Una sola stanza fredda. Controlla che il termostato di quella stanza chieda calore e che non ci siano tappeti spessi o mobili grandi appoggiati sul pavimento. Se è ancora fredda, il problema può essere nel suo circuito sul collettore, il gruppo di valvole chiuso nella cassetta a muro da cui partono i tubi di ogni stanza. Puoi aprire la cassetta e guardare, ma la regolazione delle valvole lasciala al tecnico.
  4. Unità esterna libera. Niente teli, vasi o foglie che coprono la griglia. Un velo di brina che va e viene è normale; se resta un blocco di ghiaccio, leggi l’articolo sull’unità esterna della pompa di calore ghiacciata.

Se anche così le stanze restano fredde, trovi un elenco più completo di cause nell’articolo la pompa di calore non scalda.

Quando chiamare il tecnico

Ci sono segnali che non dipendono dalla regolazione:

  • la casa non arriva in temperatura neanche dopo un paio di giorni con impostazioni corrette;
  • la pompa di calore va in blocco o mostra un codice di errore: annotalo così com’è scritto, insieme a marca e modello che trovi sulla targhetta dell’unità esterna;
  • la pressione dell’impianto cala di continuo;
  • senti gorgoglii nei tubi o nel collettore, segno di aria nell’impianto;
  • la macchina si accende e si spegne molto spesso, a intervalli brevi;
  • i consumi sono cresciuti molto rispetto agli inverni scorsi, a parità di uso.

Non insistere con spegnimenti e riavvii, che affaticano il compressore.

Tecnica in divisa rosso lampone misura con una sonda la temperatura di un tubo sotto il modulo interno di una pompa di calore, in un locale tecnico bianco

Il tecnico guarda insieme la macchina e l’impianto. Misura le temperature dell’acqua in mandata, cioè quella che parte verso il pavimento, e in ritorno, quella che torna alla macchina: la differenza tra le due dice se l’acqua circola come dovrebbe e se il calore arriva alle stanze. Controlla il circolatore, la pompa che fa girare l’acqua, il filtro defangatore, il collettore e la regolazione della curva climatica. Sulla macchina misura gli assorbimenti elettrici e le pressioni del gas refrigerante: su quel circuito, per legge, può lavorare solo un tecnico certificato F-GAS.

Alla fine ti spiega se il problema era nella regolazione, nell’impianto o nella macchina, e cosa serve prima di intervenire.

Se hai bisogno di una mano

A Milano interveniamo su pompe di calore collegate a pavimento radiante, termosifoni e fan coil, con tecnici certificati F-GAS: trovi i dettagli nella pagina assistenza pompe di calore. Ti diciamo il costo prima di intervenire.

Se l’impianto funziona ma non lo controlla nessuno da un po’, il momento giusto è l’autunno: cosa comprende il controllo lo spieghiamo nell’articolo sulla manutenzione della pompa di calore.

Domande frequenti

Il pavimento è appena tiepido al tatto. Vuol dire che l'impianto non funziona?

No. Un pavimento radiante che lavora bene si sente appena, perché scalda una superficie molto grande con poca differenza di temperatura. Se il pavimento fosse caldo come un termosifone sarebbe scomodo da camminare. Il segnale da guardare è la temperatura dell'aria nelle stanze, misurata con un termometro.

Conviene spegnere il pavimento radiante di notte?

Di solito no. Il pavimento ha molta inerzia: se lo spegni, la mattina ci mette molte ore a recuperare e la pompa di calore deve lavorare con acqua più calda, quindi rende meno. Nella maggior parte delle case va meglio un piccolo abbassamento notturno, oppure nessuno, ma dipende molto da quanto è isolata la casa.

Posso usare il pavimento radiante anche per rinfrescare d'estate?

Alcuni impianti sono progettati per farlo, con la pompa di calore che manda acqua fresca nei tubi. Serve però un controllo dell'umidità, di solito con un deumidificatore, altrimenti sul pavimento si può formare condensa. Se il tuo impianto non è nato per il raffrescamento, non attivarlo da solo.

Va bene mettere tappeti spessi o parquet sopra il pavimento radiante?

Un tappeto spesso o un rivestimento molto isolante fanno da coperta: il calore passa a fatica e quella zona, o tutta la stanza, scalda meno. Se la stanza col tappeto è sempre la più fredda, prova a toglierlo per qualche giorno. Per pavimenti nuovi conviene scegliere materiali indicati dal produttore come adatti al riscaldamento a pavimento.

Altri articoli

Hai un guasto? Parliamone adesso

Chiamaci, scrivici in chat oppure lascia i tuoi recapiti nel modulo: ti richiamiamo noi.

Ti richiamiamo noi

Lascia i tuoi recapiti e descrivi il problema: ti risponde una persona del laboratorio.

Scegli quali cookie attivare: i necessari restano sempre attivi, gli altri solo con il tuo consenso. Puoi cambiare idea quando vuoi da “Preferenze cookie” in fondo a ogni pagina.

Elenco dei servizi e durata dei cookie nella cookie policy.