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Riscaldare casa con il condizionatore, come usarlo bene

Redazione Elettronica Service Milano5 min di lettura

Donna seduta sul divano con il telecomando in mano sotto un climatizzatore a parete acceso, in un soggiorno bianco d'inverno

Il climatizzatore che d’estate rinfresca può anche scaldare casa, e in tante abitazioni di Milano è già il riscaldamento delle mezze stagioni. Molti però lo usano come d’estate e restano delusi: aria tiepida, caldo solo vicino al soffitto, stanza che non arriva mai in temperatura. Qui trovi come funziona, come impostarlo e cosa serve perché scaldi bene per tutto l’inverno.

Come scalda un condizionatore a pompa di calore

Un condizionatore a pompa di calore non produce calore bruciando qualcosa, come una caldaia. Lo sposta. D’inverno l’unità esterna prende calore dall’aria di fuori, anche quando è fredda, e il gas refrigerante lo porta all’unità interna, che lo cede alla stanza. D’estate fa lo stesso lavoro al contrario.

Per questo funziona bene con i climi di pianura come quello di Milano, ma la sua resa cambia con la temperatura esterna. Nelle giornate miti scalda in fretta, con il gelo fa più fatica. È normale e non è un guasto.

Non tutti i condizionatori scaldano. I modelli solo freddo non hanno questa funzione. Per capire se il tuo è a pompa di calore guarda il telecomando: se c’è la modalità riscaldamento, di solito con il simbolo del sole, la macchina scalda. Nel dubbio il manuale o la targhetta sull’unità esterna indicano una potenza anche in riscaldamento.

Le impostazioni giuste per scaldare

Modalità e temperatura

Scegli la modalità riscaldamento e non l’automatico. In automatico il climatizzatore decide da solo se scaldare, raffreddare o solo ventilare, e capita che non faccia quello che ti aspetti.

Imposta una temperatura realistica, per esempio 20-21 °C, e lasciala lì. Mettere 28 °C non scalda più in fretta: la macchina lavora già al massimo finché la stanza è fredda, e alzare il valore serve solo a farla continuare più a lungo. Tieni presente che su molti modelli il sensore della temperatura sta dentro l’unità interna, in alto, dove l’aria è più calda. Se in basso senti freddo, alza di un grado alla volta.

Le alette verso il basso

L’aria calda sale. Se lasci le alette orizzontali, come d’estate, il caldo resta sotto il soffitto e al pavimento arriva poco. Orienta il deflettore (l’aletta che dirige il flusso) verso il basso o in posizione oscillante. Molti modelli lo fanno da soli in riscaldamento, ma vale la pena controllare.

Mano con il telecomando orienta verso il basso l’aletta di un climatizzatore a parete

Ventola in automatico

Con la ventola in automatico la macchina soffia forte quando la stanza è fredda e rallenta quando è in temperatura. Al minimo fisso scalda più piano; al massimo fisso è più rumorosa e dà più fastidio. Se in camera la ventola ti disturba di notte, molti modelli hanno una modalità notte o silenziosa.

Timer e programmazione

Il timer è utile per trovare la casa calda al rientro o al risveglio, senza tenere acceso quando non c’è nessuno. Se il tuo modello ha l’app, puoi accenderlo da fuori casa. Evita invece di spegnerlo e riaccenderlo di continuo durante la giornata: un inverter, cioè un climatizzatore che regola la velocità del compressore, lavora meglio mantenendo la temperatura che ripartendo ogni volta da una stanza fredda.

Le cose normali che sembrano guasti

Quando lo usi per scaldare, il climatizzatore fa cose che d’estate non vedi. Sapere che sono normali evita chiamate inutili:

  • All’accensione la ventola resta ferma per qualche minuto. La macchina aspetta che l’unità interna sia calda per non soffiarti addosso aria fredda.
  • Ogni tanto smette di scaldare e dall’unità esterna esce vapore. È lo sbrinamento: con il freddo e l’umidità sull’unità esterna si forma brina, e la macchina la scioglie. Dura qualche minuto, poi riparte da sola. Ne parliamo nell’articolo sull’unità esterna ghiacciata.
  • Dall’unità esterna gocciola acqua. È la brina sciolta. Deve poter scolare: se cade su un passaggio o su un balcone sotto, va raccolta, e se forma ghiaccio va segnalata al tecnico.
  • Con il gelo scalda meno. La resa cala quando fuori fa molto freddo. Diventa un problema se la casa non si scalda nemmeno nelle giornate miti.

La casa conta quanto la macchina

Un climatizzatore scalda bene la stanza in cui è montato e quelle vicine con le porte aperte. Le stanze lontane, dietro un corridoio, ricevono poco. Se vuoi scaldare tutta la casa con gli split di solito serve un’unità interna per ogni zona, e la scelta va fatta con un sopralluogo, non a occhio.

Anche lo stato della casa pesa: finestre che lasciano passare aria, tapparelle alzate di notte, porte sempre aperte verso ambienti freddi. Chiudere le stanze che non usi e abbassare le tapparelle la sera aiuta la macchina più di qualsiasi impostazione.

Infine l’unità esterna deve respirare. Non coprirla con teli o tettoie chiuse, non appoggiarle vasi o scatoloni davanti e toglile neve e foglie. Se prende poca aria, d’inverno scalda poco e sbrina più spesso.

La manutenzione prima dell’inverno

Un climatizzatore usato tutta l’estate arriva all’autunno con i filtri pieni di polvere. In riscaldamento i filtri sporchi fanno passare meno aria: la macchina scalda male, è più rumorosa e in alcuni modelli va in protezione. I filtri dell’unità interna puoi pulirli da solo: togli la corrente, apri il pannello frontale, sfila i filtri, lavali con acqua tiepida e rimontali asciutti.

Il resto è lavoro da tecnico. Un controllo prima della stagione fredda comprende di solito la pulizia dello scambiatore interno e dell’unità esterna, la verifica dello scarico della condensa, degli assorbimenti elettrici e del gas refrigerante. Sul circuito del gas può lavorare solo un tecnico certificato F-GAS: se il gas è scarso c’è una perdita, che va trovata e riparata prima di ricaricare.

Tecnico in divisa rossa pulisce con una spazzola le alette dell’unità esterna di un climatizzatore sul balcone

Trovi cosa comprende l’intervento nella pagina manutenzione e sanificazione condizionatori.

Quando chiamare un tecnico

Se hai controllato modalità, temperatura, alette, filtri e unità esterna e la casa ancora non si scalda, è probabile un guasto. I segnali tipici sono aria sempre tiepida anche con la stanza fredda, unità esterna coperta da un blocco di ghiaccio che non si scioglie, spie lampeggianti o codici di errore sul display, rumori nuovi dal compressore. Annota il codice e il modello: aiuta il tecnico a capire subito cosa controllare.

Non insistere con spegnimenti e riaccensioni a ripetizione. Le cause più comuni e i controlli in ordine sono nella guida al condizionatore che non scalda.

Se il tuo climatizzatore ha bisogno di un controllo, o stai pensando a un impianto nuovo che scaldi anche d’inverno, guarda la pagina condizionatori con installazione, assistenza e manutenzione per case e aziende. Ti diciamo il costo prima di intervenire.

Domande frequenti

Il mio condizionatore può riscaldare?

Se è a pompa di calore sì. Lo riconosci dal telecomando, che ha la modalità riscaldamento con il simbolo del sole, e dal manuale, che indica una potenza in riscaldamento oltre a quella in raffrescamento. I modelli solo freddo non scaldano.

Meglio lasciarlo acceso tutto il giorno o accenderlo solo quando serve?

Dipende da quanto stai in casa. Per poche ore conviene spegnerlo o usare il timer. Se la stanza è abitata quasi tutto il giorno, un inverter lavora meglio a temperatura costante che con continue accensioni e spegnimenti, perché ogni ripartenza a stanza fredda lo fa lavorare al massimo.

Perché con il condizionatore acceso l'aria sembra più secca?

Scaldare l'aria ne abbassa l'umidità relativa, e con l'aria che si muove la sensazione si nota di più. Arieggiare per pochi minuti, tenere qualche pianta o usare un umidificatore aiuta. Se però senti odori strani, il problema è la pulizia dell'unità interna.

Posso usare insieme condizionatore e termosifoni?

Sì. Molti usano il condizionatore nelle mezze stagioni o per scaldare in fretta una stanza, e i termosifoni nelle settimane più fredde. Conviene impostare temperature simili, così uno dei due non lavora contro l'altro.

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